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La Juve s’è pappato il tricolore,
ma noi quaggiù c’abbiamo ancora fame:
gettando in campo classe, gambe e cuore
di Stramaccioni abbiamo fatto strame.

L’Inter, povera bestia, non è inter/a;
più che una squadra, sembra un ospedale.
La cosa fa inquietar, non pare vera,
ma quasi in venti si son fatti male.

Si parte, e già s’innalza il nostro coro.
Cavani e Pandev, due capolavori:
il macedone lancia il matad’oro,
che prende d’infilata i difensori.

Dopo l’Inter pareggia, ma non dura.
Quando Cavani arriva sul dischetto
si taglia col coltello, la paura:
e invece è un tiro magico, perfetto.

Nella ripresa l’Inter si fa avanti
ed il Napoli arretra, diligente.
Siamo più forti, non ci stanno santi,
ma c’è De Sanctis: non vi pare niente?

Edinson nel finale si fa sotto
e segna ancora: mò so ventisei.
Tre anni di triplette, ormai son otto:
cos’altro dirvi? Io me lo terrei…

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Bucchi: la tua,  davvero sorte amara.
Ora non giochi, alleni. Un nuovo ruolo:
prima inguaiavi noi, oggi il Pescara
(che ce l’avrebbe fatta anche da solo).

E tu, Mazzarri! Sempre spiritato,
non ti rilassi mai, nemmeno un po’.
Quando, alla fine, vieni intervistato
dichiari: “Avemmo tante palle-go…”

I nostri punti ben sessantasei;
tre volte in meno ne hanno gli abruzzesi.
Non è per infierire, ma direi:
quei ventidue, ma come li hanno presi?

Il Pescara, se c’è, non lo si vede.
O non si vede mai perché non c’è?
Il Napoli discende, palla al piede,
senza affannarsi: il gol verrà da sé.

E viene infatti, a inizio di ripresa,
prima che l’ansia provochi problemi.
Crolla il Pescara, ma non c’è sorpresa:
già alla partenza non aveva schemi.

Domenica, al San Paolo, Stramaccioni,
che le ha beccate pure dal Palermo.
Ragazzi, non facciamoci illusioni;
sembrano in barca, c’è Zanetti in/fermo,

e per questo ci  fanno più paura:
non muore un’altra volta, chi è già morto.
Mazzarri dice già che sarà dura…
Inter, facci il piacere: dagli torto!

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In tempi antichi, il Regno di Sardegna
fece gran danni a quello del Borbone:
questo la nostra storia ce lo insegna,
ed oggi ci ha fornito l’occasione

di dire: adesso comandiamo noi!
In sul finir di un pomeriggio intenso
uscirono dal campo undici eroi
(undici e mezzo: i primi, più Lorenzo).

O tormentoso Cagliari, Babau,
che quando incontri noi, lotti per tre,
sappi che io ti voglio bene a Sau:
ma tu però, perché non pensi a me??

Prima l’aperitivo: un bel Negrone
(Ibarbo), e ancor non cali le pretese:
poi, con due reti azzurre sul groppone,
pareggi, col gran gol del fu stabiese.

La nostra squadra adesso sembra cotta:
gli arbitri a dire basta sono pronti.
“Ci fregano, sti figli di m……a”….
Ed invece hanno fatto male i Conti!

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