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Si esalti chi può

30-09-07 - categoria Mal di Gol

I luoghi comuni sono comunissimi per chi vive in altri luoghi. Si chiamano anche pre-giudizi: giudizi dati prima. Non-vedere, per credere. Per continuare a credere ciecamente in quel che fa piacere, o che fa comodo.
Contro alcuni di questi pre-giudizi (e pre-giudicanti: gli opinionisti di Sky) si è scagliato, dopo la trionfale galoppata di Udine, il nostro Presidentissimo. Aurelio De Laurentiis, dal cognome che sa di ablativo plurale: in quanto doppio, nel senso di “hablar”: (e in effetti gliene ha dette quattro), e di “ablazione”: cancellazione.

Con le sue parole De Laurentiis ha veramente cancellato tutti, nello Sconcerti generale. Senza risparmiare Massimo Mauro, che – per il suo passato juventino – potrebbe essere definito “il Solone dell’Automobile”.
Poi il Presidente se n’è andato via. Peccato: se si fosse trattenuto ancora un pochino avrebbe assistito alla messa in onda, in diretta, di un antichissimo luogo comune: “….dopo Udine i napoletani corrono il rischio di esaltarsi troppo. E poi di deprimersi”.
Ebbene: il napoletano non si esalta. Il napoletano sogna. E’ una cosa che sa fare benissimo. Lo ha imparato perché non aveva (e non ha) altro per sentirsi meglio? O perché la bellezza di cui è –nonostante tutto – circondato lo induce a sognare?
Il perché non ci interessa. Anche perché rischieremmo di scivolare anche noi sulla pericolosa china dei luoghi comuni.
In napoletano, l’anagramma di sogno è “songo”. Indicativo presente, prima persona singolare del verbo essere. “I’ songo, tu sì, isso (essa) è”.
Per il napoletano sognare ed essere coincidono. E questo è indicativo.
Invece, per i “soloni” di cui sopra, evidentemente sognare fa male.
Perché – secondo loro – al sogno segue quasi sempre la disillusione, o addirittura la depressione.
Ma non sognare per paura di svegliarsi è come non amare per paura che finisca. E’ come uscire con l’impermeabile anche nelle giornate di sole: perché se non piove, pioverà.
E ancora: se (o quando) il sogno finisce, il napoletano non si deprime. Se ne dispiace, questo sì: e qualche volta si arrabbia, o si lamenta.
Ma deprimersi, no. Siccome sa sognare, nella testa e nel cuore gli rimangono le sensazioni di benessere che il sogno gli ha procurato. E allora, al più presto, si procura un altro sogno. Perché la felicità è una droga: una volta che la si sia provata, si continua a cercarla.
Parole inutili. Quelli che queste cose le sanno già (“‘e tteneno ncuorpo”), come i napoletani, non avevano bisogno di sentirle. Ma a quelli che non ne hanno idea: ‘stì cose, che ce spiegammo affà?
Meglio chiudere con un epigramma:

Il nostro Presidente

E’ riuscito laddove
nessuno riuscì mai:
fare la pelle
a Sky.

o magari:

Ancora ne vedremo
delle belle:
De Laurentiis-Sky,
nemici
per la pelle.

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