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Piove anche qui, nella città del sole.
Mancano due domeniche a Natale:
in quella scorsa il bagno fu totale.
Dimenticarla: è questo che si vuole.

Di fronte il Parma, niente di speciale,
che in classifica sta male in arnese.
Accamperà perciò poche pretese,
sarà una vittima sacrificale?

Pare di no. Stasera in maglia scura,
la squadra di Corradi e Reginaldo
tiene il campo con piglio maramaldo,
degli azzurri non sembra aver paura.

Lavezzi non li lesina, gli scatti;
in apparenza siamo arditi e fieri,
ma le cinque pappine di  Del Neri
ci rendono guardinghi, un po’ contratti.

Quando ancora ad occhiali è il risultato,
Lavezzi, Bogliacino e Zalayeta
(che ormai di questo Napoli è il profeta)
fraseggiano, ed è gol. Tutto è cambiato!

Non è il Napoli visto col Palermo,
o con la Juve. E’ vero, non incanta,
ma non è come contro l’Atalanta.
E questo (oltre ai tre punti) è un punto fermo.

E fermo starà pure, ci risulta
per un turno, Ezequiel: “Pocho” Lavezzi.
Un calcio, e la bandiera è andata in pezzi.
Gliela facciamo o no, una maximulta??!

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