NAPOLI-LAZIO 2-2 (in italiano)
21-01-08 - categoria Poesie in italiano 2007-2008Per uno strano scherzo del destino
- per la casualità c’è sempre spazio -
in soli quattro giorni, il tabellino
ci ha portato due volte qui la Lazio.
“Siete trucidi, sì: siete burini”,
a sfottere i laziali sono lesti
gli odiati giallorossi (che cugini…):
Ma non s’offendono, i biancocelesti:
quest’insulto non pesa, non fa male.
Sempre più in alto (ormai non è più in vista)
nel cielo vola un’aquila reale:
che distanza dal lupo romanista!
Al San Paolo già ci diede un cruccio:
giovedì (ricordate, amici miei?)
l’aquila ha resistito al nostro ciuccio,
e così il turno l’ha passato lei.
Ma adesso è campionato. Un’altra storia.
Si lanciano gli azzurri a testa bassa.
C’è da segnare subito: la gloria
va presa sempre al volo, quando passa.
E pochi giri han fatto le lancette:
cinque minuti (manco per intero),
ed Hamsik la spedisce dentro il sette,
così la Lazio è sotto. E l’uno a zero.
Sugli spalti si esulta: che bellezza!
Con questo gol segnato tanto in fretta
ci vogliamo scordar della monnezza,
di Bassolino, e pure di Rosetta.
E la Lazio? Vacilla, ma non muore,
anzi si riorganizza, piano piano:
Ledesma (sembra il nome di un tumore)
pareggia con un tiro da lontano.
E quando in area si presenta il Pandev,
un animale a rischio di estinzione,
con un’azione veramente grande
non se la fa scappare, l’occasione.
“Rossi, della vittoria non sei degno”
gridano in coro i tanti spettatori,
e comincia l’assalto. Un tiro a segno:
per gli ospiti in mutande, son dolori.
Ci sono loro, Marek e Ezechiele;
tra i piedi di quei due la palla scotta,
però ad opporsi, amaro come il fiele
è il capellone: il mitico Ballotta.
Non è un asso, ma un vero pigliatutto:
sono dovunque, quelle braccia sue.
Ma quando quasi il Napoli è distrutto
capitola, ed è il pari; il due a due!














