Il campionato del Napoli
29-05-08 - categoria Mal di GolFinì – di già? – la grande cavalcata.
In un battibaleno, il campionato
andò a sommarsi a quelli del passato.
Proviamo qui un bilancio dell’annata.
Il Napoli ci ha fatto assai godere;
eppur, per quanto dirlo ci dispiaccia,
a volte ci gettò lo scorno in faccia,
in altri casi rossa dal piacere.
Belli gli azzurri, sì. Specie di notte.
Tra gli altri, Inter, Juve ed Udinese
venuti giù con chissà qual pretese
dovettero andar via con le ossa rotte.
Ma pure ne prendemmo, di batoste:
contro Catania, Milan e Atalanta
la vergogna fu veramente tanta,
per come ci batterono le croste.
Napoli discontinuo: è l’aggettivo.
Con le grandi deciso e concentrato,
con le altre spesso abulico e svagato:
a volte spento, incerto, ed altre vivo.
La difesa
Bravi i portieri: i due, Gianello e Iezzo,
con l’ombra di Navarro in prospettiva
ebbero una stagione positiva,
mai suscitando il pubblico disprezzo.
Difensori: promossi con riserva.
Troppo spesso distratti, leggerini:
se facciamo due conti (ed un Contini)
di reti ne abbiam prese una caterva.
Il centrocampo
La virtù (che, preziosa, non ha prezzo:
lo san tutti, non è una novità)
non sta qua, ma nemmeno sta di là:
si trova a centrocampo, giusto in mezzo.
Sta proprio qui il segreto del successo:
con Gargano, con Blasi, e lo slovacco
(Hamsik, sempre pimpante, giammai fiacco)
facemmo diga, ripartendo spesso.
L’attacco
La stagion delle punte fu sontuosa.
Marcelo OK, ma poi s’infortunò.
Né sarebbe bastato il buon Clouzot
per arrestare la pantera Sosa.
Tutti andaron ben oltre i propri mezzi;
ma quello che portò la luce in campo,
e illuminò il San Paolo col suo lampo
fu l’imprendibile Ezequiel Lavezzi.
Senza essere blasfemi (ve ne prego,
perchè non regge certo il paragone):
ma non aveste a tratti l’impressione
di riveder sul prato il nostro Diego?
Lo staff tecnico
Quelli che con il coach furono freddi
è perché non avevano capito
che quest’uomo è scolpito nel granito:
Reja, per tutti ormai soltanto Eddy.
(Ti ricordi la solita canzone:
“Mettiamolo a riposo, questo qua,
non è tagliato per la serie A.”
Finisti ottavo, che soddisfazione!)
E poi c’è lo stratega fino fino,
con quella testa a palla di biliardo:
altro che furbo, un vero gattopardo,
Dio protegga Giampaolo Marino!
Soffia, su tutta Napoli, una brezza:
un vento tenue, un po’ primaverile.
Nel topos del discarica-barile
è un profumo, dopo tanta mondezza.
C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d’antico. E’ il nostro Presidente
che in fretta è diventato competente,
e sa perfettamente quel che vuole.
Vuole una squadra d’aquile; di eroi,
che vinca, oppur perisca nel tentare.
Aurelio, non abbasta a ringraziare:
è proprio quello che chiediamo noi!














