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E’ chiaro che doveva capitare,
che non sempre poteva andare dritta;
dopo quel giovedì da cancellare
anche in Italia giunse la sconfitta.

Genova, pure tu città di mare,
tu, patria dell’Acquario e dei camalli,
spesso c’inchiodi a prestazioni amare,
e non di rado c’hai pestato i calli.

Noi s’era pronti a sostenerlo, il costo:
era molto aldilà d’ogni pretesa
quell’incredibile secondo posto.
Soprattutto per via della difesa:

il gol numero due dei rossoblu
è un esempio davvero cristallino.
Milito (non lo scorderemo più!)
ne frega due, poi passa a Palladino.

E infine il terzo gol. Davvero bello!
Sempre lui, dell’attacco inizio e fine
colpisce a mezzo metro da Gianello,
con tutti quanti a far da statuine.

Hamsik, che non è ceco, sembra zoppo,
e più d’un altro resta sulle sue.
Per questo, il risultato appare troppo
generoso: ma quale tre a due!

“L’arbitro ci negò più d’un rigore”;
Marino ha protestato, duramente.
E’ vero: non ti sbagli, Direttore,
ma la cosa però non cambia niente.

Si salva solo il Pocho, affonda Maggio:
insomma, una dormita generale.
Ed adesso troviamolo, il coraggio
di ammettere che s’è giocato male!

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