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Nel calcio c’è una parte manifesta
e un parte sommersa, che non vedi.
E’ vero che si gioca con i piedi,
ma pure – e soprattutto! – con la testa.
Da poco tempo il ciuccio è con le big:
le squadre di Milano e di Torino
ormai sono ampiamente nel mirino,
e siamo in piena zona Champions League.
Così, puntuale, arriva la tensione.
Il Napoli comincia timoroso:
“Sto già in alto: salir di più, non oso”.
Ma Cannavaro gioca un partitone:
quando Cassano, il Gran Maestro, tocca,
lui non capisce, e quindi non abbocca,
e glielo toglie subito, il pallone.
(Gli specialisti in giochi, trucchi e affini:
l’ipnotista, ed il prestigiatore,
soltanto di due cose hanno timore:
dei non troppo dotati, e dei bambini).
Quando Pocho Lavezzi, ahinoi, si stira,
sembra quasi un destino, anzi un segnale:
“questa è la volta che finisce male”.
Ed invece il tifoso in campo ammira
una squadra indomabile, tignosa:
undici assatanati guerriglieri
che fanno neri quelli di Del Neri.
Con te, Mazzarri, è tutta un’altra cosa!

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