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NAPOLI-GENOA 2-0

10-02-17 - categoria Editoriale 2016-2017

Conosciamo l’aspetto del Grifone:
testa d’aquila e corpo da leone,
un bel connubio tra cervello e forza.
Che oggi il Genoa appaia una scamorza
non fa dimenticare il suo passato,
di parecchi scudetti punteggiato.
Il Napoli di ciò non si dà cruccio:
ma il molto meno blasonato ciuccio
è svagato, non parte lancia in resta.
Chi  si domanda: “Dove c’ha la testa?”
farebbe bene a non farsi sentire:
un’aquila non serve, per capire
che oggi sul campo i nostri non son soli,
però davanti c’hanno gli spagnoli.La testa, i piedi, l’anima ed il cuore
uniti, ormai precorrono le ore
che li separano dal Grande Evento:
si gioca contro il team che fu di Gento,
di Puskas e Di Stefano, l’Alfredo
che della classe fece il proprio credo.
Tra le due squadre, è massimo lo scarto:
noi non abbiamo mai raggiunto un quarto,
mentre il Real Madrid, squadra stellata
la Coppa, undici volte l’ha già alzata.
Ma ai sogni è sempre bene dare spago:
tra breve, nella bolgia del Santiago
Bernabeu, capiremo cosa vale
questo Napoli. Ci andrà bene, o male?

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