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E’ terminata, infine, la stagione:
l’ultima parte, da dimenticare.
Qui la rima è obbligata: delusione.
Qualcosa in più la dovevamo fare…

Veramente gagliardi, i primi mesi,
da settembre al finir dell’anno vecchio,
per i successi con le milanesi
che ci han fatto godere per parecchio.

Siamo partiti con il vento in poppa:
ed il Napoli, macchina da guerra
sbatterà presto fuori dalla Coppa
i futuri campioni d’Inghilterra.

Ma dopo, tutto va di bene in peggio.
In Champions si potrebbe andare avanti,
ma salta fuori il Chelsea, dal sorteggio.
Ci toccherà affidarci ai nostri santi…

E la tende la mano, San Gennaro,
a questa sua città sempre svilita:
a Fuorigrotta, un Napoli corsaro
imbrocca la partita della vita.

Tre reti ad una: andiamo, è cosa fatta!,
quattro gol, quando mai li abbiamo presi?
Ma inaspettata giunge la disfatta:
San (Di) Matteo protegge i londinesi,

e col suo aiuto il Chelsea ci trafigge.
Molle e pauroso, il Napoli si è arreso,
e dallo schiaffo dello Stamford Bridge
non si è riavuto più: non si è ripreso.

Da quel giorno, gli azzurri vanno avanti
con un ritmo davvero bipolare:
a delle prestazioni imbarazzanti
- una squadra che non si può guardare

senza provare un senso di vergogna –
si alternano partite un po’ migliori:
fino al fatale giorno di Bologna,
in cui da soli ci facciamo fuori.

Volevamo di più (non è un mistero)
di questo quinto posto. E non è tutto:
il venti, col vampiro bianconero
resteremo di certo a becco asciutto!

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Triste, angosciante, tragica e impietosa:
così va definita, la giornata.
Non ce l’aspettavamo, questa cosa,
questa sconfitta non preventivata.

Nel primo tempo abbiamo dominato,
ma se si sbaglia, non ci stanno santi:
e così la difesa ha regalato
la libertà di offenderci a Diamanti.

E poi nuove occasioni, ed altri sbagli,
ma nel secondo tempo niente acuti:
il ciuccio eleva al cielo solo ragli.
Diecimila tifosi, zitti e muti

in vesti azzurre, in volto assai più scuri
escono a testa bassa dal Dall’Ara.
Di vincere, quest’oggi, eran sicuri:
una certezza ch’è costata cara.

Torneranno in città che sarà notte,
tristi come chi è stato a un funerale.
Alla fine, sul campo, anche le botte:
ragazzi, che fantastico finale!

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Anche un grande portiere come Gigi
può attraversare dei momenti grigi,
ma rimane il maggior dei nostri miti.
I bianconeri, ancora favoriti:
anzi, per via di questo scivolone
sarà più grossa ancor la delusione
dei milanisti, al termine dei giochi.
Per la bagarre più in basso, ultimi fuochi.
Dopo il tranquillo match contro il Palermo
aspettiamo i rivali a piede fermo
(perché abbiamo giocato il giorno avanti).
Il Parma vince: son tre gol pesanti
che Stramaccioni paga ad alto costo.
Inter, mò te lo sogni, il terzo posto!
La Lazio, così stanca da far pena
segna il passo, e pareggia contro il Siena.
Il Cesena, già in B, non ha pretese,
ma ne ha ancora parecchie l’Udinese,
che ci raggiunge: ma non conta niente
(nello scontro diretto è soccombente).
Ora il pallino ce l’abbiamo noi:
lo sapranno gestire, i nostri eroi?
Nei bassifondi, i nervi sono scossi.
Combatte e stringe i pugni Delio Rossi,
ma li usa in modo un po’ sconsiderato.
Della Valle s’arrabbia: “Esonerato!”

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